Benzina sul fuoco

Lunedi 14 maggio l'ambasciata Usa si sposta da Tel Aviv a Gerusalemme. Una mossa controversa e gravida di tensioni per l'intera regione

Con una mossa gravida di future tensioni, lunedi prossimo il presidente Donald Trump trasferirà i poteri dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. A Tel Aviv la legazione era stata aperta nel 1966. La scelta del giorno ha anche un forte valore simbolico perché il 14 maggio 2018 coincide con il 70° anniversario della Dichiarazione d’indipendenza di Israele del 1948.

Giudicata sbagliata, controversa e pericolosa, la decisione di Trump dello scorso anno che riconosce Gerusalemme come capitale israeliana diventa adesso realtà con l’inaugurazione ufficiale dell’ambasciata americana a Gerusalemme prevista per lunedi.

Cade in un momento di tensione generale in Medio Oriente (soprattutto con l’Iran) e in un momento tesissimo dei rapporti con i palestinesi. Come hanno scritto in una lettera aperta apparsa su MicroMega 32 personalità del mondo ebraico italiano: “…. lo Stato d’Israele compirà 70 anni. Se per molti ebrei la memoria del maggio ‘48 sarà quella di una rinascita portentosa dopo la Shoà e un’oppressione subita per molti secoli, i palestinesi vivranno lo stesso passaggio storico ricordando con ira e umiliazione la Nakba, la catastrofe: famiglie disperse, esistenze spezzate, proprietà perdute, il tragico inizio dell’esodo di una popolazione civile di oltre settecentomila persone”.

La mossa americana getta dunque benzina sul fuoco in un momento assai delicato e a pochi giorni dall’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare.

La foto di copertina è stata pubblicata da Al Jazeera agli inzi del mese

Per saperne di più:
Opening of US Embassy in Jerusalem: What to know. Un articolo di Abc

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