In Siria, sulle orme di padre Dall’Oglio

Nel libro appena uscito di Angela Maddalena le contraddizioni del viaggiare in contesti segnati dal conflitto in modo consapevole

di Alessandro De Pascale

Un viaggio ‘turistico’ in Siria con un gruppo organizzato nei luoghi della cristianità diventa un libro che unisce diversi generi e stili narrativi, a metà tra il reportage, il diario, il racconto giornalistico e il romanzo. “Welcome in Siria. Surreal Tour” del narratore, cantastorie e monologhista Angelo Maddalena è un libro di 184 pagine appena uscito in libreria per le edizioni Siké e con prefazione dell’inviato speciale di Avvenire Nello Scavo. Il testo è un resoconto di 2 settimane che l’autore ha trascorso “sull’itinerario Damasco-Aleppo, prendendo una parte della costiera mediterranea” (l’area d’origine della minoranza alauita alla quale appartiene anche il clan dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad), “e una parte della catena montuosa dell’Anti-Libano orientale” per raggiungere il monastero di Deir Mar Musa al‑Habbashi (fondato da Paolo Dall’Oglio), del quale non si hanno più notizie dal suo rapimento a Raqqa nel 2013. Un viaggio raccontato prima ancora dell’uscita del libro, anche in una serie di reportage pubblicati sull’Atlante.

La copertina del libro “Welcome in Siria. Surreal Tour” di Angelo Maddalena

Siamo nell’estate del 2023. Al potere c’è ancora Assad ma la guerra civile si è stabilizzata, con i governativi che hanno ripreso il controllo della quasi totalità del Paese e i ribelli jihadisti arroccati nel governatorato di Idlib, dal quale nel dicembre 2024 conquisteranno fulmineamente l’intera Siria. La loro guida aveva annunciato il viaggio come “come pericoloso”, mentre in realtà si è rivela “un itinerario con un ritmo inaspettatamente ‘turistico’ e surreale”. Per la decina di partecipanti che si spostano con un pulmino assieme alla loro guida è il classico viaggio organizzato dai ritmi serrati: dalla mattina a sera, sotto il torrido caldo estivo, visite guidate a chiese e luoghi turistici, pranzo tutti insieme, pernottamento nei monasteri, lunghi spostamenti da un luogo all’altro del Paese.

All’autore tutto questo inizia presto a stare stretto. Ogni volta che può, Angelo Maddalena inizia così a ritagliarsi dei momenti nei quali abbandona il gruppo e da solo o con qualche compagno di viaggio cerca il contatto con la popolazione locale. Rinunciando ad esempio anche alla giornata al mare prevista nel tour sulle coste mediterranee di Latakia (la patria degli Assad). Malgrado la guerra o dopo la guerra, scopre che la gente è accogliente. Riflettendo criticamente sulla “incapacità di molti viaggiatori occidentali di uscire dal proprio guscio”. Definirà quella modalità di viaggio ‘una bolla in un Paese in guerra’”, evidenziando le contraddizioni del viaggiare in contesti segnati dal conflitto in modo consapevole. Per raccontare scene quotidiane della Siria post-conflitto, un popolo accogliente e sorridente, povertà e dignità, controlli ai checkpoint militari, contraddizioni. “Della Siria mi rimane l’accoglienza e la generosità della gente che ho incontrato, che ci diceva sempre ‘welcome, welcome’”, ha ricordato l’autore.

Nella foto in copertina, il monastero di Deir Mar Musa al‑Habbashi in Siria ©OPIS Zagreb/Shutterstock.com

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