di Maurizio Sacchi
La Germania si avvia a stanziare un enorme fondo da 400 miliardi di euro destinato alla spesa militare, misura che ha richiesto addirittura una riforma costituzionale, approvata dal Bundestag il 18 marzo, che permetterà di aggirare la regola del “freno al debito”, che attualmente limita l’indebitamento pubblico allo 0,35% del prodotto interno lordo (Pil). Una marea di soldi, distribuiti su più anni, che dovranno rinnovare e rafforzare la Bundeswehr. Cadono così due tabù della politica tedesca che hanno segnato il secondo dopoguerra, ovvero l’austerità in economia, e quello sul riarmo, eredità delle dure lezioni dei due conflitti mondiali.
Per quanto riguarda l’economia, non si fa mistero che vi sia la speranza che questa corsa alle armi rilanci l’economia del Paese, entrata in sofferenza già con la rinuncia al gas russo, e poi aggravata dai dazi a stelle e strisce. Dovrebbero beneficiarne i due principali gruppi del settore armi tedesco ovvero la Rheinmetall, che costruisce i carri della linea KF-51, e la Thyssen-Krupp, che invece produce, nel consorzio KNDS, il Leopard 2A8, e nel settore navale produce navi e sottomarini per la Germania e per altre marine da guerra. C’é da annotare che i due maggiori azionisti sono americani, ovvero la Fidelity Management & Research, con circa il 4 percento, e la Wellington Management Co. con circa il 3 percento. Seguono poi con percentuali minori la francese Socieé General de Gestion e la britannica FMR.
Per quanto riguarda il tabù che gravava su un esercito tedesco forte, posto prima di tutto dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale, ma poi fatto proprio per decenni dalla maggioranza delle generazioni successive alla guerra, questo sembra definitivamente caduto. Sul fronte internazionale, il rifiuto di Trump a garantire con l’esercito Usa la difesa europea, e le fortissime pressioni per il riarmo di tutto il vecchio continente giocano un ruolo fondamentale. Ma per quanto riguarda la sensibilità dei tedeschi, qualcosa é cambiato, in modo diffuso.
Una netta maggioranza dei tedeschi sostiene infatti il riarmo pianificato della Bundeswehr. Nel barometro politico della rete TV ZDF, il 76 percento degli intervistati ha dichiarato di sostenere un aumento significativo dei finanziamenti per la difesa, anche se ciò richiederebbe un ulteriore indebitamento. La maggioranza è stata riscontrata in tutti i gruppi di partito, come annunciato dall’emittente citando un sondaggio rappresentati. Il 40% ritiene che l’attuale partenariato tra Europa e Stati Uniti finirà. Il 55% non è così pessimista. Tuttavia, il 74% afferma che gli Stati Uniti non sono più affidabili sotto Trump nel garantire la sicurezza militare in Europa. Questo rende i tedeschi significativamente più scettici rispetto a gennaio. Solo il 22% crede ancora che le garanzie di sicurezza continueranno. In tutti gli schieramenti, la maggioranza è favorevole a forze armate europee congiunte. Secondo il sondaggio, l’84% la accoglierebbe con favore, mentre il 12% la respinge. Il 48% è favorevole a un maggiore supporto militare all’Ucraina da parte degli Stati europei. Il 27% non vuole cambiamenti, mentre il 21% è a favore di una riduzione degli aiuti a Kiev, opinione particolarmente pronunciata nell’Est. Il progetto europeosi è poggiato per 70 anni anche sul cosiddetto “ombrello americano”, che ha consentito a lungo ai paesi europei di concentrare la spesa pubblica su welfare e previdenza. Ma, secondo alcuni commentatori, avrebbe anche avuto un ruolo nel compensare agli occhi dei tedeschi la Force de frappe francese. Se ciò fosse vero, vorrebbe dire che sotto la cenere del dopoguerra continuasse a ardere la brace di un’ostilità che risale a più di due secoli fa, da Napoleone alla Guerra franco-prussiana del 1870, fino alle due Guerre mondiali. In questo senso, il disimpegno americano e il riarmo tedesco dovrebbero imporre alla coppia franco-tedesca di trovare una nuova armonia, un nuovo ambito in cui possano essere arginate le eventuali spinte centrifughe e nazionaliste. Con tutti i dubbi che derivano da un quadro politico estremamente fragile in entrambi i Paesi.
Intanto il Regno unito e la Germania hanno firmato il loro primo trattato bilaterale militare dalla Seconda Guerra Mondiale, impegnandosi ad approfondire la cooperazione in materia di difesa . Il Trattato di Kensington firmato il 17 luglio dal Primo Ministro britannico Keir Starmer e dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, include clausole sulla “mutua assistenza” in caso di attacco e su “campagne di esportazione congiunte” per promuovere ordini esteri di materiale militare, come i jet da combattimento, che i due Paesi producono insieme.
Intervenendo dopo la cerimonia della firma al Victoria and Albert Museum di Londra, Merz ha affermato che la difesa è il filo conduttore del trattato, a dimostrazione del fatto che Germania e Regno Unito sono “davvero sulla strada per un nuovo capitolo” dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea nel 2020. Sebbene la Germania non possieda armi nucleari, il trattato stabilisce che i paesi “manterranno uno stretto dialogo sulle questioni di difesa di reciproco interesse… comprese quelle nucleari”. Non é chiaro quale impatto pratico possa avere la promessa contenuta nel trattato di “assistersi a vicenda, anche con mezzi militari, in caso di attacco armato”, poiché entrambi i Paesi sono membri della NATO e vincolati dal patto di mutua difesa dell’alleanza. La visita di Merz a Londra ha fatto seguito a una visita di Stato di tre giorni del presidente francese Emmanuel Macron, durante la quale Francia e Regno Unito si sono impegnati a coordinare i loro deterrenti nucleari.
Se per ora la corsa alle armi pare più uno strumento per far ripartire l’economia, e viene venduto al pubblico come strumento di difesa, non c’é dubbio che il clima stia cambiando in tutta Europa, e che anche all’esterno é impossibile che questo “riarmo” snon venga percepito come una minaccia. Il rischio,poco fa quasi impensabile, che si possa passare ai fatti, é ora concreto.
Nell’immagine da wikipedia, un Leopard dell’esercito tedesco
https://en.wikipedia.org/wiki/German_Army#/media/File:Leopard_2_A7.JPG






